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Lavoro nella p.a. e giurisprudenza della Corte di Cassazione (ottobre-dicembre 2020)

a cura di Davide Casale e Maria Giovanna Murrone.

Accertamento pregiudiziale Corte di Cassazione, 23 dicembre 2020, n. 29455, Pres. Tria, Rel. Bellè. L’accertamento della discriminatorietà di un trattamento economico di fonte collettiva, in tema di raffronto tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato, intesa come diversità di trattamento non legittimata dalle ragioni giustificatrici (non comparabilità/legittime ragioni di politica sociale) ai sensi della direttiva europea sul lavoro a termine come interpretata dalla Corte di Giustizia dell’UE, deve svolgersi secondo le regole ordinarie, mancando i presupposti per attivare il procedimento speciale di accertamento pregiudiziale ex art. 64 d.Igs. 165/2001. Assunzione Corte di Cassazione, ord., 19 ottobre 2020, n. 22673, Pres. Tria, Rel. Di Paolantonio, P.M. Celeste (conf.). In tema di accesso al pubblico impiego, la decadenza del dichiarante «dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera», ai sensi dell’art. 75 d.p.r. n. 445 del 2000, si verifica ogniqualvolta, in assenza della falsa dichiarazione, l’impiego non sarebbe stato ottenuto, ossia nei casi in cui l’inclusione nella graduatoria concorsuale o selettiva sia diretta conseguenza del mendacio; ne consegue che la decadenza in questione – risolvendosi in un vizio genetico del contratto, ossia nella [continua ..]

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