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Selezione per l´accesso a corsi di formazione nel pubblico impiego

Ezio Maria Barbieri

Tar Lazio - Roma - Sez. III - 1° giugno 2018, n. 6130

Scuola - Corsi di formazione per specializzazione ad attività scolastica di sostegno - Accesso - Prova preliminare - Mancato raggiungimento del punteggio di accesso alle prove selettive - Residuo di posti disponibili - Illogicità della esclusione del candidato.

Nell’ambito della selezione per accesso a corsi di formazione, risulta illogico e irragionevole considerare il mancato superamento della soglia di punteggio individuata come preclusivo ai fini dell’ammissione alle successive prove, qualora residuino posti disponibili per la frequenza dei corsi di formazione, tenuto conto da un lato dell’interesse pubblico a disporre di docenti di sostegno qualificati e dall’altro delle legittime aspirazioni di studio e lavorative dei candidati

Sommario:

1. La sentenza - 2.Considerazioni critiche - NOTE


1. La sentenza

La prova preliminare per l’accesso ad un corso di formazione volto al conseguimento del titolo di specializzazione per attività scolastica di sostegno stabilita da una pubblica amministrazione fissava in punti 21/30 la soglia minima di accesso alla successiva prova scritta. Non avendo conseguito il punteggio minimo richiesto una concorrente aveva lamentato che l’amministrazione non avesse fatto ricorso allo scorrimento della gra­duatoria al di sotto di punti 21/30 nonostante fossero rimasti scoperti alcuni posti disponibili ai fini dell’ammissione alla successiva prova scritta, scorrimento che avrebbe consentito alla concorrente di essere ammessa alla prova scritta. Essa aveva chiesto pertanto l’annullamento del mancato scorrimento della graduatoria e della clausola del bando che aveva fissato la soglia di ammissione nella suddetta misura. La ricorrente lamentava inoltre che la soglia minima di accesso fosse irragionevole ed eccessivamente alta rispetto ad una procedura volta ad escludere solo i candidati del tutto inadeguati e nella quale la selezione sarebbe dovuta avvenire solo in una fase successiva con prove scritte ed orali. Infine la decisione sarebbe stata illegittima per arbitrarietà, illogicità ed ingiustizia manifesta, anche in considerazione del fatto che erano residuati vari posti liberi. Il T.A.R. ha accolto il ricorso valorizzando il fatto che l’esclusione dalla procedura era finalizzata solo ad un più sollecito svolgimento della procedura medesima ed all’esclusione di candidati del tutto inadeguati, che erano rimasti disponibili posti per la frequenza dei corsi di formazione, che vi era un interesse pubblico a disporre di insegnanti di sostegno qualificati e che i candidati avevano legittime aspirazioni di studio e lavorative.

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2.Considerazioni critiche

Il ricorso si fondava sui seguenti motivi: 1) illegittimità del punteggio di 21/30 richiesto per l’ammissione al successivo corso di perfezionamento; 2) illegittimità del mancato scorrimento della graduatoria al di sotto di punti 21/30 nonostante la presenza di posti disponibili. Il tribunale ha ritenuto di dover accogliere entrambi questi motivi di ricorso. Nonostante si rifaccia ad altri due precedenti del medesimo collegio pervenuti alle medesime conclusioni [1], la decisione non sembra condivisibile. Anche se riferita ad una preselezione per l’ammissione ad un successivo corso di formazione la richiesta del conseguimento di punti 21/30 inserita nel bando di concorso non è di per sé illegittima ed il tribunale in effetti non l’ha dichiarata tale. La scelta del punteggio da conseguire ai fini dell’ammissione ad un qualsiasi corso è sempre rimessa, infatti, alla insindacabile discrezionalità dell’amministrazione. L’e­ventuale eccessività del punteggio richiesto, d’altra parte, non potrebbe mai essere dimostrata in quanto il valore del voto richiesto, e quindi la sua pretesa eccessività, non discende necessariamente ed aprioristicamente dal rapporto fra numeratore e denominatore, in quanto tutto dipende dal grado di difficoltà delle domande o delle prove che saranno sottoposte al concorrente. Quanto più esse saranno semplici, facili ed elementari tanto più giustificherebbero l’alta percentuale del punteggio da conseguire ai fini dell’ammissione. Questa considerazione comporta, però, il trasferimento di ogni possibilità di valutazione sulla logicità e la ragionevolezza della votazione richiesta alla successiva fase dello svolgimento della prova d’esame, che proprio perché successiva comporta che si deve attribuire un carattere del tutto neutro alla decisione che ha stabilito il punteggio da conseguire. Infondata deve essere ritenuta comunque la diversa e più sfumata affermazione del tribunale secondo la quale il punteggio che l’amministrazione pretende sia conseguito per la partecipazione al successivo corso di formazione possa essere ritenuto illogico ed irragionevole “qualora residuino, come nel caso di specie, posti disponibili per la frequenza dei corsi di formazione”. La mancata copertura di posti disponibili, che consegue alla preparazione dimostrata [continua ..]

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NOTE

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