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Lorenzo Bordogna, il suo contributo alle politiche di riforma del lavoro pubblico in Italia

Giuseppe Della Rocca, Già Professore associato in Sociologia dell’economia industriale nell’Università di Cosenza

Mercoledì 31 maggio 2022 ci ha raggiunto la terribile notizia dell’improvvisa scomparsa di Lorenzo Bordogna. Un amico, sociologo e docente di economia all’U­niversità degli Studi di Milano, già presidente dell’Associazione Italiana di Studi delle Relazioni industriali, profondo conoscitore delle relazioni sindacali in Italia e sul piano internazionale. Molti sono i suoi contributi nel campo delle Relazioni Industriali a partire degli anni Ottanta ad oggi. Qui voglio in particolare menzionare la sua attività scientifica e di consulente nella Pubblica Amministrazione a partire dalla riforma sulla privatizzazione del 1992-1993. Entrambi, seppure con ruoli diversi, fummo coinvolti da Carlo Dell’Aringa presidente di ARAN dal 1994 fino agli inizi del 2000, nell’ap­profondimento e monitoraggio dei risultati della riforma. Di lui vorrei ricordare un testo del 1994, forse meno conosciuto ma di grande attualità ancora oggi: Pluralismo senza mercato, rappresentanza e conflitto nel settore pubblico, edito da Franco Angeli. Secondo Lorenzo, il nuovo sistema possedeva tutte le componenti delle Relazioni Industriali di tipo pluralistico: la contrattazione collettiva, il diritto di sciopero, la sindacalizzazione, la pluralità della rappresentanza dei lavoratori, una agenzia autonoma di rappresentanza dei datori di lavoro, ma era privo, rispetto ai modelli di relazioni industriali che si erano affermati nell’in­dustria e nei servizi privati, di un adeguato strumento regolatore quale è il mercato. Di qui l’esigenza di individuare efficaci istituti in grado di sostituirlo come forma di regolamentazione dell’autonomia collettiva. I nuovi principi e strumenti di tutela del lavoro pubblico non sostituivano le prerogative garantiste che normalmente sono associate allo status pubblico, bensì venivano introdotte in aggiunta ad esse. Si affermava quindi in questo caso un sistema a doppia tutela, la sommatoria delle tutele pubblicistiche a quelle assicurate dall’auto­nomia collettiva, caratteristica peculiare già evidenziata dai contributi di Rusciano nel 1990 e Giugni nel 1992. Lorenzo ha vissuto e affrontato il dilemma della regolazione dell’azione collettiva nel ventennio di esperienze che va dall’ultimo decennio degli anni Novanta ad oggi. Un deciso ed esclusivo spostamento nel settore pubblico del principio [continua ..]

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