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La riforma della rappresentanza, rappresentatività e sistema contrattuale nel settore pubblico

Antonio Di Stasi – Professore ordinario di Diritto del lavoro nell’Università Poli-tecnica delle Marche

Lo scritto riprende e amplia l’intervento svolto dall’A. in occasione della XV edizione dei “Seminari di Bertinoro”, Bologna, 22 novembre 2019.

Sommario:

Testo - Riferimenti bibliografici - NOTE


Testo

Vent’anni, o poco più, dalla entrata in vigore della riforma del sistema della rappresentanza, rappresentatività e contrattazione collettiva nel settore pubblico è un tempo sufficiente per tracciare un bilancio delle scelte operate dal legislatore, inizialmente con il D.Lgs. n. 396 del 1997, poi confluito senza grandi mutamenti nel vigente testo unico n. 165 del 2001 [1]. Una riforma certamente frutto di una riflessione, anche dottrinale, che si andava maturando da più di un decennio, ma la cui impellenza fu determinata dall’esito referendario del 1995 in cui si ebbe un risultato per certi versi inaspettato. Nel mazzo dei quesiti ve ne erano due sulla rappresentanza nel settore privato (di cui uno per l’abrogazione totale ed uno manutentivo dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori) ed uno sulla rappresentanza nel settore pubblico [2]. L’esito fu considerato contraddittorio in quanto ottenne un risultato favorevole all’intento dei promotori quello per l’abrogazione parziale dell’art. 19 e quello per l’abrogazione totale della disciplina della rappresentanza nel settore pubblico, mentre fu respinto il quesito relativo alla abrogazione totale dell’art. 19. L’originale risultato produsse la possibilità per il legislatore di non intervenire con una nuova normativa per i lavoratori privati, come in effetti accaduto con una serie di incertezze interpretative che hanno generato contenziosi corposi [3], mentre fu reputato indispensabile un intervento di riscrittura complessiva della disciplina della rappresentanza sui luoghi di lavoro, ma anche del sistema di contrattazione sindacale per il settore pubblico [4]. Il pregio della disciplina fu quello di: prevedere una “inedita” rappresentanza sul luogo di lavoro che fosse espressione della volontà di tutti i lavoratori (nella legge viene definita Rappresentanza Unitaria del Personale); prevedere la quantificazione della capacità rappresentativa di ogni sigla con un meccanismo che non mortificando il dato associativo valorizzasse il successo di ogni sindacato per l’elezione della rappresentanza sul luogo di lavoro (negli Accordi applicativi viene definita Rappresentanza Sindacale Unitaria – d’ora in poi RSU); ammettere all’esercizio dei diritti promozionali i sindacati con un minimo di capacità rappresentativa e infine [continua ..]

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Riferimenti bibliografici

BARBIERI M. (2015), Contratto collettivo e lavoro pubblico: blocco salariale e blocco della contrattazione tra scelte legislative e giurisprudenza costituzionale, in RIDL, 3, 453 ss. CAMPANELLA P. (1999), La rappresentatività sindacale nel settore pubblico tra vecchio e nuovo diritto, in RIDL, 2, 197 ss. CAMPANELLA P.-CARINCI M.T. (1998), L’attuazione della legge delega “Bassanini”: il D.Lgs. n. 396/1997 in tema di contrattazione collettiva e rappresentatività sindacale nel pubblico impiego, in questa Rivista, 1, 65 ss. CARINCI F. (2013), La tenuta del sistema delle relazioni industriali alla prova del legislatore e della magistratura. Il buio oltre la siepe: Corte cost. 23 luglio 2013, n. 231, in DRI, 899 ss. CARUSO B. (1999), Rappresentanza e rappresentatività nel pubblico impiego riformato: “l’interramento del cratere”, in questa Rivista, 2, 225 ss. CESTER C. (2005), Membri della rappresentanza sindacale unitaria e vincolo sindacale, in AA.VV., Rappresentanza, rappresentatività, sindacato in azienda e altri studi: scritti in onore di Mario Grandi, Padova, XXI, 159 ss. D’ANTONA M. (1998), Il quarto comma dell’art. 39 della Costituzione, oggi, in DLRI, 683 ss. D’ANTONA M. (1998), Lavoro pubblico e diritto del lavoro: la seconda privatizzazione del pubblico impiego nelle “leggi Bassanini”, in questa Rivista, 1, 35 ss. DEL PUNTA R. (2013), L’art. 19 Statuto dei lavoratori davanti alla Consulta: una pronuncia condivisibile ma interlocutoria, in LD, 4, 527 ss. DE LUCA TAMAJO R. (2014), La sentenza n. 231/2013 della Corte costituzionale sullo sfondo della crisi del sistema sindacale anomico, in RGL, 1, 45 ss. DE MARCHIS C. (1998), La contrattazione nel lavoro pubblico: la travagliata metamorfosi da procedimento amministrativo a procedura negoziale. Nota a Cassazione civile, 22 luglio 1998, n. 7179, sez. un., in questa Rivista, 5, 1130 ss. DI STASI A. (2000), Le rappresentanze sindacali unitarie nel pubblico impiego, Torino. DI STASI A. (2012), Il potere sindacale nell’ordinamento (debole) del lavoro. Vicende e prospettive, Torino. FONTANA G. (2014), Contrattazione e partecipazione nel nuovo assetto delle fonti di disciplina [continua ..]

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NOTE

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