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Linee guida per una lista di cose da fare e cose da evitare. Progetto UE migliorare la conciliazione vita-lavoro: opportunità e rischi derivanti dalla digitalizzazione

Comitato settoriale europeo per il dialogo sociale nelle amministrazioni del governo centrale

Sommario:

1. Introduzione - 2. Linee guida - 3. Follow-up


1. Introduzione

Nell’ambito del Comitato settoriale europeo per il dialogo sociale nelle amministrazioni del governo centrale, SDC CGA, la parte datoriale, EUPAE, e quella sindacale, TUNED, hanno concordato le seguenti Linee guida per migliorare la conciliazione vita-lavoro individuando i rischi e le opportunità derivanti dalla digitalizzazione. Le presenti Linee guida (Guidelines) rappresentano un primo tentativo da parte di EUPAE e TUNED, le parti sociali che rappresentano un’ampia maggioranza di dirigenti e dipendenti dei governi centrali e federali dell’UE, di affrontare il rapporto specifico tra la digitalizzazione e la conciliazione vita-lavoro che è oggetto di numerosi dibattiti di natura occupazionale, gestione delle risorse umane e sociologica. Esse non rispondono a tutte le questioni ancora aperte sulla digitalizzazione e sulle nuove tecnologie in costante evoluzione, non da ultimi l’intelligenza artificiale e il crescente uso di algoritmi. Questi temi saranno ulteriormente approfonditi nel contesto del Comitato settoriale europeo per il dialogo sociale nelle amministrazioni del governo centrale, SDC CGA, con il sostegno della Commissione europea. Viene altresì sottolineato che la digitalizzazione non può essere sostitutiva delle misure di conciliazione vita-lavoro quali i congedi parentali o quelli per esigenze di cura dei familiari non autosufficienti, o di valide infrastrutture di assistenza all’infanzia e alle persone anziane a costi accessibili. Le Linee guida si rivolgono ai dirigenti e ai rappresentanti sindacali perché se ne tenga conto nelle attività di dialogo sociale presenti e future negli Stati membri dell’Unione europea. Esse si basano su uno Studio sul campo (Field Study) realizzato nel 2019 nell’ambito del progetto che include casi di studio provenienti da Stati membri, gli esiti dei dibattiti dei due Focus Group e della conferenza finale a cui hanno partecipato rappresentanti di parte datoriale e sindacale, diversi esperti (OIL, OCSE), funzionari dei governi nazionali e della Commissione europea, nonché l’analisi della letteratura in materia. Vi sono indubbiamente molti aspetti positivi legati alla diffusione delle nuove tecnologie della comunicazione sia nell’ambiente di lavoro che nella vita privata, come l’opportunità di maggiore autonomia e flessibilità nel lavoro. Tuttavia, vi sono [continua ..]

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2. Linee guida

Linea guida 1: Fiducia e dialogo sociale efficace. La digitalizzazione dovrebbe mirare a massimizzare le opportunità e minimizzare i rischi per garantire una buona conciliazione vita-lavoro. È indispensabile un quadro normativo con standard minimi a livello UE sui diritti di informazione e consultazione dei dipendenti e dei loro rappresentanti come concordato in seno al Comitato per il dialogo sociale nel 2015. Le parti sociali si trovano in una posizione privilegiata che permette loro di osservare e individuare le varie problematiche che si presentano in questo settore, nonché identificare possibili soluzioni. Pertanto, occorre che le misure per la gestione dell’impatto negativo dei processi di digitalizzazione sulla conciliazione vita-lavoro siano affrontate congiuntamente dai datori di lavoro pubblici e dai rappresentanti sindacali dei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva o altre forme di dialogo sociale nel rispetto degli ordinamenti vigenti. Un fattore di successo è rappresentato dal costante processo di consultazione e comunicazione tra datori di lavoro, dipendenti e loro rappresentanti. Non esiste, a livello UE, un quadro normativo che disciplini il tema delle presenti Linee guida. Tuttavia, vi sono numerose Direttive UE che contengono disposizioni sulla conciliazione vita-lavoro, sia in termini di congedi e flessibilità, parità di genere inclusa la parità retributiva, salute e sicurezza dei lavoratori, orario di lavoro, protezione dei dati personali, tutte materie oggetto di diffuso dialogo sociale. Altrettanto importante è l’Accordo quadro europeo delle parti sociali sul telelavoro del 2002 [1]. Le principali norme e politiche di riferimento sono riportate nel Field Study. Tutte le nuove forme di lavoro rese possibili dalle tecnologie della comunicazione devono rispettare il principio fondamentale UE della parità di trattamento dei lavoratori. Occorre considerare le seguenti azioni: – Definire e chiarire la terminologia [2] all’interno dell’organizzazione, settore o Paese, affinché sia chiara e condivisa da tutti (ad es. telelavoro, lavoro agile, smart working, lavoro a distanza). – Garantire che tutti i lavoratori abbiano gli stessi diritti e doveri rispetto ai colleghi che lavorano in posizioni analoghe nelle sedi del datore di lavoro. – Definire gli obiettivi per [continua ..]

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3. Follow-up

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