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Il consenso dell'amministrazione cessionaria nella mobilità del dipendente pubblico

Enrico Mastinu

La mobilità realizza un'ipotesi di cessione del contratto, una novazione, ma solo dal lato soggettivo, nel rapporto contrattuale che vede il subentro, nella posizione di colui che riceverà la prestazione, di un nuovo soggetto. Il passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse può avvenire previo consenso della P.A. di appartenenza e valutazione di quella di destinazione. È, infatti, certamente conforme alla natura della mobilità, che prevede la partecipazione di una pluralità di soggetti, la possibilità, per l'amministrazione di destinazione di stabilire le modalità di partecipazione e quindi anche di valutazione, nonché verificare che il soggetto soddisfi tutti i requisiti richiesti per il miglior risultato utile. Pur in presenza dei pareri preventivi, ovvero quelli che consentivano la presentazione della domanda, in difetto del nulla osta definitivo (mancanza che non si ritiene contra legem), la procedura di mobilità non può dirsi perfezionata e quindi nessun diritto può essere riconosciuto al partecipante. (Omissis). Il ricorso proposto da xxx va rigettato. La mobilità del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni trova fonte nell'art.30 D.lgs. 165/2001 che, nella sua versione aggiornata, rubricato "Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse" dispone: “Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio [continua ..]

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